LA NOTTE DEI BICILINDRICI

La “Notturna 2019” era programmata con il tracciato di due percorsi: il primo con difficoltà semplici e alla portata di tutti i concorrenti; il secondo molto più complesso e appositamente preparato per piloti più impegnati. Il primo percorso scelto apposta per non appesantire la fatica della partenza, partiva da Flambruzzo presso ristorante Al Fiume ex Pippo. Dopo aver consumato una ottima grigliata, e accumulato energie, si partiva in 48 motocilisti con le gomme tassellate, inserendosi subito in lunghi sterrati veloci che portavano i piloti fino a in località San Daniele, proseguendo verso Nimis, Monte Aperta, Canebola, Faedis, Savorgnano, Udine, Campoformido, Bertiolo per ritrovarsi nuovamente a Flambruzzo dopo aver cavalcato la moto alternando asfalto e sterrato per 200 km. Il secondo percorso, molto più lungo e impegnativo ora si affrontava con più serenità in quanto la fatica non si faceva sentire più di tanto, ma l’adrenalina era salita e compensava tutto. 300 km con quasi 100 Km di mulattiere sulle colline del cividalese passando a ridosso del confine con la Slovenia. Per questo percorso ci eravamo organizzati, come spesso facciamo, con termos di caffè caldo, grappa, vino e in questa occasione anche dell’ottimo salame per ricchi e ingordi paninazzi. Fissati due punti di ristoro nel buio dei boschi è stata una vera “figata” percepire quel senso di avventura che solo la notte del motociclista può darti. Un partecipante di eccezione è stato il dakariano Doc Pascal Rosolen, che con un mezzo a 4 ruote motrici, ha voluto partecipare all’avventura divertendosi molto ed esaltando l’organizzazione. Alla Dakar aveva il compito di fare il navigatore al nostro campione Edi orioli, quando, dopo aver vinto ben 4 Dakar con la moto, partecipò con la Isuzu su quattro ruote realizzando interessanti risultati.
Insomma, una bellissima avventura sempre in compagnia dei nostri inseparabili bicilindrici che mai ti tradiscono anche dopo aver macinato tanti kilometri.

Ufficio stampa
Gianpietro Manzatto

Foto Mario Vicedomini

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