LA NUOVA AVVENTURA DI RICCARDO ALDEGHERI

La motocicletta, preparata dall’amico Flavio Zamò per i grandi raid è stata sdoganata l’8 agosto a New York. Il viaggio vero e proprio inizierà procedendo verso ovest.
La prima vera tappa sarà nel South Dakota, territorio indiano e antico regno del popolo Sioux di Cavallo Pazzo e Toro Seduto. In quei giorni il nostro Riccardo sarà a Sturgis, nei pressi delle Black Hills, ci sarà lo Sturgis Rally 2011, uno dei più importanti e frequentati motoraduni degli Stati Uniti dove si prevedono fino a 500.000 presenze. Un occasione unica per conoscere e confrontarsi con il mondo dei bikers nordamericani. Quindi si punterà a nord per entrare nel territorio canadese e tornare verso est passando sopra i Grandi Laghi, visitando Quebec e Nuova Scozia per poi ridiscendere a New York verso l’11 Settembre per la grande ricorrenza.Dalla stessa New York, in concomitanza con il decennale dell’attentato alle Torri Gemelle inizierà il viaggio verso Sud, toccando nell’ordine prima gli stessi Stati Uniti, poi i paesi del Centro America e infine le nazioni andine, nell’ ordine Colombia, Ecuador, Peru, Argentina e Cile, si dovrebbe concludere nella Terra del Fuoco ovvero, come definita da argentini e cileni, la Fine del Mondo. Un itinerario quindi che lega due punti o, meglio, che lega un momento ideale e particolarmente significativo: il ricordo di una delle più sconvolgenti tragedie che (guerre a parte) l’uomo abbia perpetrato contro se stesso e il proprio genere, nel crollo delle torri morirono rappresentanti di un centinaio di nazionalità differenti, con un punto geografico, l’incontro di due oceani che racchiude una delle terre abitate più meridionale del pianeta. In mezzo molte terre abbondantemente gratificate dalla natura,alcune ricche di vestigia di antiche civiltà ma soprattutto molte genti che a tutt’oggi vivono situazioni sociali sorprendentemente diverse. Le genti friulane da sempre hanno instancabilmente alimentato i flussi migratori insediandosi e contribuendo allo sviluppo di molte terre che intendo attraversare. L’occasione di questo viaggio che, casualmente è concomitante al centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia potrebbe essere occasione per simbolicamente rinsaldare e collegare fra loro ma principalmente con la terra madre le comunità organizzate che punteggiano la mappa dal Canada al Cile. Un’occasione per significare con un momento di saluto, di vicinanza, di memoria fra le Istituzioni friulane come l’Ente Friuli nel Mondo che, per loro compito, rappresentano uomini e terre, con coloro che da tutto ciò si sono dovuti separare. Questo in linea di massima il programma di viaggio, evidentemente un programma che, pur non essendo ovviamente privo di linee guida e itinerari predefiniti, molto lascia all’improvvisazione e soprattutto all’imprevisto laddove l’imprevisto non necessariamente è contrattempo ma piuttosto il piacere di poter cogliere le occasioni che questa tipologia di viaggio può proporre.
A Riccardo auguriamo buona strada, una bella esperienza e tanta fortuna.



Amo il deserto, amo la pianura infinita che trema nel riflesso della Fata Morgana, amo le frastagliate vette di roccia, le catene di dune che somigliano a onde di un oceano pietrificato. Amo il semplice, duro lavoro nella semplicità del campo, sia quando la notte è chiara sia quando la tempesta di sabbia infuria e morde la pelle. Il deserto è terribile e spietato, ma chi lo ha conosciuto è costretto a ritornarci”
Laszlo de Almasy (conte ungherese, esploratore degli anni trenta)

Questa frase, chi a ha visto il film “Il paziente inglese” la ricorderà, mi da la possibilità di iniziare questo richiamo per Riccardo Aldegheri motocilcista di avventura, non tanto perché sia uno scopritore di deserti, sebbene con la sua amica motocicletta ne abbia percorsi di kilometri nelle piste e nelle sabbie, piuttosto perché è continuamente alla scoperta del mondo. I suoi viaggi, prima in medio oriente e oggi nelle americhe hanno il sapore di quell’invidiabile senso dell’avventura che pochi uomini hanno nel loro dna. Lui non vuole limitarsi a vedere un filmato in TV che per quanto sia accattivante e emozionante, non può darti le superbe sensazioni di gioia, di sofferenza, di fatica e ricchezza d’animo che prova in un viaggio come il suo.
L’incontro di territori come quelli, il profumo dell’aria di quegli altopiani, la loro gente, la loro cultura e il loro modo di vivere il quotidiano con il quale ti devi confrontare ogni giorno, sono la vera sfida e la vera scoperta del lungo viaggio di Riccardo. La sua fedele compagna a due ruote lo porta docilmente dove lui vuole andare, senza mai rifiutare nessun comando, dai monti al livello del mare, dalle rocce alle sabbie della pianura dove il caldo si fa a volte insopportabile. Il suo viaggio continua e, per chi non riesce a leggere il suo blog, alleghiamo qui sotto gli articoli che puntualmente il giornale “Il Quotidiano” pubblica raccontando la sua affascinante e invidiabile storia.Noi tutti amici e soci del moto club QuadForQuad auguriamo al nostro socio e amico, che la fortuna lo assista come sempre fa con gli audaci e che la strada sia sempre amica fino… alla fine del mondo!

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