INTERVISTA A GIOVANNI ULIANA

Giovanni Uliana ha sempre sognato grandi strade sulle quali correre con una passione. Ce l’ha da sempre, fin da quando aveva sei anni. Semplicemente gli è stata trasmessa da suo papà Giuseppe, che lavorava nell’officina del mitico campione Trevigiano degli anni 30/40 Omobono Tenni. “E’ stato Bepi”, mi ha nutrito a cilindri, miscela e fatto assaporare il profumo dell’olio e il suono del motore, la bellezza della velocità dove il vento ti accarezza e ti fa sognare. Così dopo pochissimo tempo “Giò” per gli amici si iscrive al Motoclub La Marca Trevigiana e inizia a correre con la 125 cc. affrontando le prime gare di cross nelle piste di Giavera del Montello, Paese, Cortina, Vittorio Veneto e tanti altri circuiti in terra presenti in Veneto. Corre con la 125 cc. fino al 1978 provando diverse marche di moto, Ancillotti, Gori, Husquarna. Poi arriva la classe 250 cc. che diventa la sua specialità in sella a una Maico.
Il servizio militare nel 1979 lo costringerà a sospendere l’attività sportiva.
La vera svolta arriva intorno alla metà degli anni Ottanta. Si fa un gran parlare delle gare in Africa e della mitica Parigi Dakar che appassiona molti campioni Italiani come: Edi orioli, Franco Picco, Ciro De Petri e tanti altri piloti di regolarità. Giovanni segue questa spettacolare gara e vinto dalla passione nel 1982, in sella ad una Yamaha XT parte per un raid motociclistico in Tunisia e nel 1984 affronta anche il raid Marocco. Ormai conquistato dalla nuova disciplina motociclistica, abbandona il mondo agonistico delle gare su pista e insegue il suo grande sogno, correre in terra d’Africa e partecipare alla Parigi Dakar.
Nel 2008 decide di partecipare alla “TransOrientale” un lungo raid che da San Pietroburgo arriva fino a Pechino, quasi 12 mila chilometri da percorrere in soli 18 giorni, il Raid più lungo al Mondo! La sfida è lanciata e il sogno diventa realtà!

La Transorientale


Temevo, dice Giovanni, che la gara marathon fosse troppo dura con prove speciali da 500 chilometri al giorno. Così ho optato per la gara di regolarità parallela che proponeva tracciati con meno prove speciali. Classificato al primo posto nella sua categoria a pari merito con un altro italiano seguiti da un francese e un pilota tedesco. Purtroppo in questa gara dura e affascinante, ci sono stati due morti, una vera tragedia che non dovrebbe mai accadere. La sera al bivacco, dove apprendemmo la triste notizia del motociclista travolto da un camion in gara, ho avuto un momento di scoramento, volevo abbandonare la gara. La mattina avevo fatto colazione con quel povero ragazzo e nei suoi occhi avevo letto la felicità che ci accomunava, così pensando a lui ho proseguito con il lutto al braccio, l’ho portato con me nel cuore fino alla “Grande Muraglia” era quello che lui voleva.
Arrivare in fondo! Partenza nella maestosa centrale piazza di San Pietroburgo con una folla da stadio e arrivo emozionante alla Grande Muraglia vicino a Pechino, dove l’accoglienza è stata trionfale. Kilometri di avventura, tra pioggia, fango, neve, montagne e…deserto. Il deserto dei Gobi, il più lungo al mondo oltre 3000 km, con dune altissime da superare… e poi giù nel vuoto.
Queste meravigliose gare sono una sfida contro il tempo, contro gli avversari, ma soprattutto con se stessi. Questo è il raid più lungo e faticoso, una corsa piena di pericoli, che puoi fare solo se hai la forza dentro, la passione, l’amore per le due ruote e la spinta di incoraggiamento degli amici e delle persone più care.
“Un GRANDE GRAZIE! Grazie a voi tutti: alla mia famiglia, al mio meccanico, al mio preparatore atletico, al mio fisioterapista, al moto club, a chi mi ha prestato la moto dandomi fiducia, a tutti gli amici e colleghi e agli sponsor! Senza l’aiuto di tutta queste persone sarebbe stata una “Missione Impossibile”.

TRX in Libia


In Libia nel novembre del 2008, ha affrontato The Raid Experience, una prova di regolarità sulle dune, a coppia, divertente ed impegnativa.
Non vince chi arriva primo, ma chi fa meno strada, ovvero chi ha il coraggio di tirare dritto e scavalcare dune enormi, anziché girare intorno.” E’ arrivato quarto (alla faccia dei professionisti), insieme al suo compagno di squadra e collega del Moto Club Astico, Gianni Stefani, veterano della Dakar e anche lui reduce dalla Trans Orientale e iscritto alla Dakar Argentina 2011.

Emirati Arabi


Maratona difficile concentrata in 3500 km di solo deserto.
Il paesaggio è stato sempre uguale per sette giorni e questo è stato piuttosto logorante sia a livello fisico (considerando che le temperature in gara si aggirano dai 40° ai 50°con rischio disidratazione sempre incombente) sia a livello mentale, visto che ci si orientava con satellitari e bussole. La gara è finita dopo mille vicissitudini ma con assoluto valore. Unico italiano a salire sul podio conquistando oltre che il trofeo, la medaglia e il 3° Posto nella Categoria Production Over 450 cc e l’iscrizione all’albo classifiche Motomondiale Rally della FIM internazionale.
C’era una scommessa nei tuoi sogni “Gio”?
Una scommessa? Realizzare il sogno che portavo con me da lungo tempo.
Partecipare alla Parigi Dakar 2010. Partendo da Parigi con arrivo al Lago Rosa.

Gio e la “Heroes Legend Calssic Ride To Dakar”


Il sogno di una vita per vivere l’immensità del deserto, il silenzio degli oceani di sabbia, lo stupore dell’alba in spiaggia o la suggestione di una cena sotto il cielo stellato in mezzo alle dune nei bivacchi. L’originalità di questa gara “Heroes Legend Calssic Ride To Dakar” è il ritorno al passato come era nata scegliendo il suo ritmo, da amatore, da privato, da solo, non importa con che marca o modello di moto. Importante era partecipare ad un rally da sogno.
Perché la scelta di questo mezzo così datato?
Non sarebbe meglio partecipare con una moto moderna e affidabile?
Le sfide mi piacciono, ne ho parlato con il mio Team “FreeTime” e il mio ormai fedele meccanico “MiKi“. Michele Zamattia professionista molto conosciuto ed apprezzato nel mondo del moto rally e con loro ho deciso il ritorno al passato, il ritorno del mio primo amore ripristinando questo mio vecchio XT Tenere 600. Per prepararmi a questa gara mi sono allenato moltissimo, non ho lasciato nulla al caso, sia per la preparazione fisica che per quella tecnica della moto.
Molti mesi di sacrifici, di simulazioni e tanto allenamento in moto coadiuvato dall’ormai inseparabile compagno di avventure il vicentino Gianni Stefani.
L’inizio avvenne il 14 ottobre 2010 da Montauban Francia con un prologo fortunato che mi fece partire al 4° posto. Ho affrontato innumerevoli disavventure e dopo oltre 4000 km fatti ai confini con la Mauritania mi sono fermato a seguito di un banale ma fatale incidente. Alla fine dell’8° tappa mi mancavano solo 15 km all’arrivo. Dopo oltre 495 km di speciale la moto ha avuto dei problemi, sembrava che non arrivasse benzina e dopo aver attivato la riserva la moto si è spenta.
Mi sono fermato, ero solo a pochi km dall’arrivo, quando un’auto di francesi in gara si è fermata e mi ha gentilmente proposto un traino fino all’arrivo.
Una scelta che mi è costata cara ma non dettata dall’inesperienza.
Su una buca, la corda di traino si è tesa, poi ha mollato improvvisamente come un elastico e mi ha lanciato in aria come una fionda. Da quel momento i ricordi sono vaghi, elicottero, ospedale, documenti persi ecc…
Cosa ti rimane di questa avventura?
Questa è l’Africa, mi manca, mi manca il senso di libertà di questi luoghi, il profumo che la terra sprigiona quando da solo percorri le piste, le dune, la sabbia e il deserto del Sahara. E’ una emozione che ti dimenticare la stanchezza, perché sei tutt’uno con la natura e non importa se devi aspettare o che una nuvola passi perché oscura la luce della luna e torni a illuminarti il percorso perché i fanali nelle notti dakariane non ti permettono di andare avanti. Ti fermi, spegni il motore e aspetti.
Gio i progetti per il nuovo anno 2011?
Innanzitutto gli allenamenti continuano, non ci si può fermare e bisogna rimarginare le piccole ferite e mi riferisco alle fratture. Purtroppo alla mia età il recupero è molto lento e faticoso, non posso permettermi di mollare, devo continuare a tenermi sotto continuo allenamento fisico. Tanta aerobica, sci di fondo, bicicletta nella ormai “mia” terra Friulana e poi continuare con la moto, in piste da cross e gli ormai inseparabili giri in moto con Gianni Stefani nelle montagne della Valdastico.
Sicuramente parteciperò al Rally d’Albania che si terrà nel mese di giugno.
Questi sono i miei prossimi impegni per il 2011 poi… vedremo.
A gennaio 2011 la Yamaha ha voluto esporre la mia moto all’Expo Bike di Verona. Appena sbarcata al porto di Le Havre, la moto era arrivata da Dakar in condizioni pietose, tutta ammaccata e sporca dalla sabbia sahariana ma ha fatto la sua bella figura in mezzo a tante moto nuove. E’ stato un bel momento di ritrovo e di sostegno per me e per la mia amata “Tenere” e sono stato accolto come “Un guerriero che ritorna dopo la battaglia”
Grazie! Veramente grazie di cuore! Avevo bisogno del sostegno del pubblico e, ormai posso dirlo, dei miei fans che mi seguono attraverso le mie avventure. Credo proprio che come dice la canzone:
“ a modo mio …avrei bisogno di sognare anch’io”.

Estratto da un’Intervista
a Giovanni Uliana
Tarvisio 2011

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